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Ransom: prima ti blocca il pc, poi ti chiede un riscatto
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Ransom, riscatto, è il titolo di un film del 1996 dove ad un facoltoso imprenditore di una linea aerea, interpretato da Mel Gibson, viene chiesto un riscatto per il rilascio del proprio figlio.
Ecco lo scenario che vedremo se verremo infettati da questa famiglia di malware: pagare un riscatto per avere sani e salvi tutti i dati presenti sul nostro pc.
E’ una tecnica utilizzata dai cybercriminali già dal lontano 2008, quando si affacciarono in internet i primi malware scritti
per richiedere impropriamente denaro in cambio della riattivazione alle funzionalità del nostro computer.
A differenza di altri malware della stessa famiglia, questa variante non cripta i file ma blocca l’utilizzo del nostro pc.
Quando il file infetto viene eseguito, viene modificato il valore Shell nella chiave
HKLM\..\Winlogon
Viene modificato il valore Debugger nella chiave
HKLM\..\Image File Execution Options\taskmgr.exe
Nome: Debugger
Dati: calc.exe
così facendo oltre ad essere disabilitato il taskmanager, ad ogni tentativo d’apertura dello stesso, verrà invece lanciato il file calc.exe, la calcolatrice di Windows.
Verrà mostrato a video un avviso in caratteri cirillici contenente un numero telefonico a pagamento,
il numero telefonico servirà per poter contattare i cybercriminali.
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Facebook, cybercriminali ci provano con false email
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Facebook rimane, per certi aspetti, il social-network preferito dagli spammer.
Negli scorsi giorni i laboratori della Sophos hanno ricevuto un importante numero di segnalazioni che riguardano email inviate da un falso “Facebook Service” con, in allegato, un file .zip infetto.
Come sempre accade sono molte le precauzioni che, in questi casi, non vengono prese sia per inesperienza degli utenti, sia per la leggerezza con cui viene usato il proprio computer, a nulla serve poi recriminare sulla propria superficialità. Ormai il danno è fatto!
Come vedremo più avanti spesso basta davvero poco per tutelarsi. Un antivirus aggiornato ed un firewall possono già essere utili a scongiurare infezioni di questo tipo, non a caso questi sono, da sempre, i primi software di protezione che dovrebbero essere installati su un computer. Il resto della sicurezza la si ottiene semplicemente stando attenti a non visitare siti che potrebbero contenere codice infetto e a tal riguardo l’installazione di un programma come WOT da integrare al proprio browser usato per la navigazione può esserci di enorme aiuto.
Voglio ricordarvi che esiste una versione di WOT per ogni browser, da Internet Explorer fino ad arrivare a Safari.
Veniamo al corpo della email di spam. Come ho scritto, il mittente farebbe pensare ad una email inviataci dal Facebook Service ma se leggiamo attentamente il testo della email, ci accorgiamo che è stata scritta usando un linguaggio maldestro.
Questo invece il nome dell’allegato Facebook_details_ID[numeri random].zip
All’interno dell’allegato dovremmo trovare le spiegazioni per poter modificare i dati d’accesso al nostro account di Facebook.
Diffidate sempre da email simili a questa, il pericolo dello spam è sempre in agguato.
Un’appropriata protezione può salvaguardare il nostro computer e tutti nostri dati sensibili (password, foto…), non aspettate domani, domani potrebbe essere già tardi


