Arrestato hacker sospettato di furto e vendita di musica inedita

Privacy, Ransomware, Vulnerabilità

Un hacker di 19 anni di Ipswich, Regno Unito, è sospettato per il furto e la vendita di musica inedita di famose star internazionali.

Un’indagine avviata dal Procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus R. Vance e che ha visto la collaborazione della Police Intellectual Property Crime Unit (PIPCU), un’unità operativa della polizia del Regno Unito istituito nel 2013 per indagare e scoraggiare i reati di proprietà intellettuale.

Ian Dyson, capo dell’unità operativa londinese, sospetta che il ragazzo sia riuscito ad accedere ai cloud e agli account dei siti Web di famosi artisti internazionali e a rubare canzoni inedite per poi vendere le tracce musicali in cambio di criptovaluta.

Il Procuratore distrettuale Vance ha dichiarato che New York City è una delle principali capitali creative del mondo ed è impegnata a proteggere le proprietà intellettuali degli artisti e a garantire che coloro che le rubano vengano assicurati alla giustizia.

Come dimostrato da questa indagine – prosegue la dichiarazione del Procuratore distrettuale americano –  il mio ufficio ha le competenze, le risorse e le partnership per aiutare le vittime del crimine informatico ed ottenere giustizia... Ringrazio i nostri straordinari colleghi della polizia della City di Londra per la loro forte collaborazione… che ha prodotto dieci importanti azioni di contrasto, tra cui importanti accuse relative a frode sui titoli, schemi artistici e criminalità informatica.”

Da parte sua l’ispettore Nick Court, dell’unità investigativa londinese PIPCU, ha dichiarato che L’azione odierna segna un punto significativo nelle nostre indagini sulle persone responsabili del furto di musica e della vendita su siti Web di streaming illegali. Questo tipo di crimine provoca significative perdite finanziarie a coloro che lavorano così duramente per produrre, scrivere e fare musica per i loro fan”.

Nick Court nella sua dichiarazione ha voluto anche sottolineare l’importanza della collaborazione internazionale con la Procura di New York City:  “Sono grato per il supporto dei nostri partner e colleghi dell’ufficio del Procuratore distrettuale di Manhattan e dell’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry, l’organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria discografica a livello mondiale -ndr-), che dimostra la capacità delle forze dell’ordine di lavorare oltre i confini internazionali per interrompere l’attività criminale e identificare le persone coinvolte in modo che possano essere assicurate alla giustizia”.

Al momento non si conoscono i nomi degli artisti truffati. Stando ad alcune indiscrezioni sembra però che fra questi vi sia il complesso rock inglese degli Radiohead ai quali, lo scorso giugno, vennero rubate 18 ore di registrazione di brani inediti.

In quell’occasione gli hacker chiesero un riscatto di 150 mila dollari, pena la divulgazione dei brani inediti. Una richiesta di riscatto alla quale il complesso rock decise di non sottostare.

Nei giorni successivi infatti i Radiohead decisero di pubblicare tutte le 18 ore di contenuti rubati mettendoli in vendita su Bandcamp. Il ricavato delle vendite sarebbe poi andato a beneficio del movimento socio-politico non violento Extinction Rebellion.

Radiohead

 

Fonte: Procura distrettuale di Manhattan

Lascia un commento