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Erba, all’ospedale Sacra Famiglia criptate 35mila radiografie

Privacy, Ransomware, Sicurezza

Sarebbero 35mila le radiografie rese inutilizzabili dopo l’attacco informatico di tipo Ransomware dello scorso 1° novembre all’ospedale Sacra Famiglia di Erba .

Un attacco di tipo Ransomware che ha avuto inizio molto probabilmente dopo l’apertura, da parte di dipendente dell’ospedale, di un allegato e-mail infetto.

Impressionante la quantità di dati sui quali gli hacker hanno messo le mani dopo aver reso inutilizzabile parte dei sistemi IT dell’ospedale Sacra Famiglia di Erba. Molti i disservizi registrati soprattutto nei reparti Radiologia e Pronto Soccorso. La normale funzionalità del nosocomio, stando al comunicato ufficiale della Direzione ospedaliera, è arrivata solo dopo diversi giorni dall’attacco informatico.

A parte il blocco temporaneo dei sistemi IT, la maggiore preoccupazione deriva dal fatto che un numero così importante di dati sensibili possono essere facilmente messi in vendita nel deep web ed essere usati per campagne di phishing. Nel frattempo la Direzione dell’ospedale sta contattando individualmente gli utenti interessati dal furto dei dati attraverso i soliti canali di contatto (sms, e-mail, posta cartacea).

Per fornire ulteriore assistenza, la struttura ospedaliera ha messo a disposizione dei propri pazienti il numero telefonico 031/638211 da contattare per avere eventuali approfondimenti.

Nessun riscatto è stato pagato, fanno sapere dall’ospedale Sacra Famiglia di Erba. Inoltre nel comunicato apparso sul sito dell’ospedale si legge come sia stata già avvisata l’Autorità Garante per la protezione dei Dati Personali in ottemperanza alla legge europea GDPR n. 2016/679 ed entrata in vigore nel maggio del 2018.

… si informa che la Provincia Lombardo Veneta dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli, a cui afferisce l’Ospedale di Erba, ha già provveduto a notificare la violazione all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e a esporre denuncia all’autorità giudiziaria.

 

Fonte: Ospedale Sacra Famiglia

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